Come trovare nuovi pazienti grazie al Padel

Come trovare nuovi pazienti grazie al Padel

Continua la serie di articoli su come trovare pazienti, dando uno sguardo ai fenomeni che si diffondono tra il grande pubblico.

Introduzione

Oggi torniamo a parlare di come trovare pazienti.

Questo problema è più frequente nei liberi professionisti e meno nei dipendenti (ancora meno tra i dipendenti pubblici) - quindi se rientri tra questi l’articolo è dedicato a te (ma va bene per tutti i curiosi).

In questo articolo nello specifico parleremo di come trovare pazienti grazie al Padel.

E provando a scomporre quello che abbiamo appena detto, dividiamo l’articolo in due parti per aiutarti a farlo:

  1. Come trovare pazienti: facciamo una piccola premessa di base che ci tornerà utile nella seconda parte;
  2. Grazie al Padel - non parliamo di che cos’è il Padel (perché ormai lo sanno anche i muri), ma di:
    1. Come funzionano e come possono tornarti utili i fenomeni che si diffondono tra il grande pubblico - come appunto il Padel;
    2. Per quale categoria di Fisioterapista può andare bene;
    3. E infine, come puoi essere utile ai giocatori di Padel.

Detto ciò, direi di partire.

Una premessa

Premessa: in generale, per trovare nuovi pazienti, è meglio essere nei posti (fisici o virtuali, come i canali televisivi o i siti web) che i potenziali pazienti frequentano abbastanza spesso.

Mi spiego meglio con un esempio sulle pubblicità in TV.

Le pubblicità in TV non appaiono in ordine casuale, ma cercano di indirizzarsi alla demografica più probabile per il programma televisivo in onda (anche in modo parecchio sessista, se vogliamo).

Fateci caso: quando c’è una partita di calcio c’è un’alta percentuale di pubblicità di auto e rasoi.

Sui canali per bambini (Boing, Rai Yoyo, ecc.), le pubblicità dei giocattoli.

Sui canali rosa (tipo Real Time), pubblicità di cosmetici.

Questo perché ogni casa automobilistica vuole avere più probabilità di farsi trovare nel posto dove ci sono persone che ascolterebbero quello che hanno da dire.

Ad un bambino ha senso proporre i vantaggi della tua auto ibrida?

No, perché non ha nè la patente, nè i soldi per acquistarla, nè tantomento ha mai sperimentato cosa vuol dire fare il pieno con i prezzi della benzina alle stelle.

Quindi le aziende provano a frequentare gli stessi posti che frequentano i loro probabili acquirenti.

Se sei un fisioterapista che si sta costruendo un giro e vuole trovare nuovi pazienti, devi traslare questo discorso su di te e devi chiederti:

Quali sono i posti che frequentano le persone a cui voglio rivolgermi?

La risposta è un bel dipende. E dipende dall’ambito in cui ti vuoi specializzare.

Diverse specializzazioni

Facciamo un po’ di esempi.

Se sono un fisioterapista che vuole specializzarsi nell’ambito sportivo, per me avrà senso frequentare una palestra, giocare a calcetto, fare arrampicata, crossfit o arti marziali.

Tutti questi contesti saranno frequentati da persone che:

  • Condividono una passione con te;
  • Frequentano un posto dove il tuo messaggio può essere molto utile.

Banalissimo, vero?

Quindi se sono un fisioterapista sportivo, l’ideale sarebbe non indirizzarsi a tutti, ma solo al tipo di paziente che fa sport e condivide con te una passione e ha bisogno di rimettersi in sesto il prima possibile per un infortunio, oppure vuole migliorare le proprie performance.

E il mio interesse è quello di frequentare gli stessi posti che frequentano queste persone.

Perché al contrario, se sei un fisioterapista sportivo, frequentare ambienti in cui ci sono tanti adulti che non fanno sport, accomunati dal prendersi cura di un genitore anziano non è esattamente il target perfetto.

È perfetto se invece la tua specializzazione è in malattie e condizioni che si acuiscono con l’avanzare dell’età.

Chiaro che adesso stiamo semplificando molto il concetto, però bisogna partire da questo punto per procedere con il discorso.

Se è chiaro quello che intendo con “frequentare gli stessi posti che frequenterebbero i tuoi pazienti”, direi che è arrivato il momento di parlare di Padel.

Niente introduzioni noiose,

visto che lo sanno anche i muri che cos’è il Padel.

Più che annoiarti spiegando com’è nato, come si gioca, eccetera, vorrei concentrarmi su un punto.

Come in molte cose, nella Fisioterapia ci sono le mode.

Le mode nella Fisioterapia

Le mode non nascono per iniziativa dei fisioterapisti che si inventano qualcosa.

Quel qualcosa magari già esiste da decenni, ad un certo punto si diffonde tra il grande pubblico, e i fisioterapisti semplicemente si adeguano per accomodare le nuove richieste dei pazienti.

Facciamo un esempio.

Il taping esisteva già da tempo, ma dopo gli Europei di 10 anni fa chiunque si chiedeva cosa fossero le cose che aveva Balotelli sulla schiena.

Alcuni erano incuriositi dalla cosa, altri no, però ricordo che le estati successive a quella degli Europei era molto frequente vedere gente in pantaloncini con il tape sui polpacci in bella mostra.

Oggi grazie a quel periodo c’è più consapevolezza da parte del grande pubblico su cosa sia il taping, e dopo il boom di quegli anni ha raggiunto una fase più “matura” e meno esuberante.

Queste “mode” sono ricorrenti, perché le abitudini della società cambiano, e un fisioterapista può trarne vantaggio.

Il punto però è questo: il fisioterapista può trarne vantaggio, ma non è detto che lo faccia.

Prima dicevamo che la cosa non dipende tanto dal fisioterapista, ma di qualcosa che si diffonde tra il grande pubblico. Poi sta al fisioterapista saltare sul treno o meno.

Il cambiamento di abitudini: un altro esempio

Ancora un altro esempio.

In questo caso le abitudini del grande pubblico sono cambiate molto poco spontaneamente: la pandemia.

Con i lockdown sono successe due cose:

  • Gente costretta a stare chiusa in casa;
  • Gente costretta a stare chiusa in casa che anche se non aveva mai corso in vita sua ha iniziato a correre per la disperazione.

Qui vediamo come siano cambiate le abitudini della società (in modo decisamente poco spontaneo, ma comunque sono cambiate).

Un fisioterapista a quel tempo poteva scegliere di trarne vantaggio e iniziare a fare teleriabilitazione (quando è stato concesso) e a postare sui social per rivolgersi a tutti i nuovi runner su come prevenire infortuni.

Oppure semplicemente il fisioterapista poteva farsi i fatti suoi e aspettare che passasse la tempesta, perché la teleriabilitazione o la corsa non era una cosa di suo interesse.

E tolto il Covid che come fenomeno non possiamo di certo definirlo una “moda”, ma tutti gli altri si, a molti questi cambiamenti possono non interessare.

Perché il punto è questo: non c’è scritto da nessuna parte che bisogna partecipare attivamente ad ogni singola moda che va e viene.

In fondo siamo persone, e ad alcuni interesseranno delle cose che ad altri non interessano.

E il Padel - che secondo me è la moda attuale - non fa eccezione.

Non andrà sicuramente bene per tutti.

Quindi ci chiediamo, per quali fisioterapisti andrà bene salire sul treno del Padel?

Per quale categoria di Fisioterapisti conviene interessarsi al Padel?

Il Padel è uno sport, quindi sarà adatto alla categoria dei Fisioterapisti Sportivi, giusto?

Beh, dipende.

Solitamente i fisioterapisti sportivi sono sportivi già prima di fare i fisioterapisti.

È abbastanza frequente che un fisioterapista sportivo - prima di diventare fisioterapista - facesse il pallavolista, il calciatore, avesse già una laurea in scienze motorie e lavorasse in palestra e così via.

Quindi capita molto spesso che i fisioterapisti sportivi non abbiano bisogno di inserirsi in contesti del genere perché già ne fanno parte.

Questa però è una enorme generalizzazione, e ovviamente le eccezioni ci sono.

E penso che il mondo del Padel possa essere particolarmente adatto proprio a queste eccezioni.

Le eccezioni

Ma che intendo con eccezioni?

Mi viene da pensare a tutte quelle ragazze e ragazzi che magari hanno fatto un po’ di sport nella propria vita, ma senza addentrarsi troppo.

Oppure quei fisioterapisti che durante il corso di laurea non avevano le idee chiare su che specializzazione prendere, e un bel giorno nel corso della loro carriera decidono di sperimentare con la fisioterapia sportiva.

O ancora chi viene trascinato a giocare da qualche amico appassionato e inizia a conoscere un po’ di gente al club e pian piano inizia ad appassionarsi a sua volta.

Quindi, le eccezioni possono essere davvero tante.

Se credi di rientrare tra queste - o comunque ti incuriosisce e credi che in generale il Padel possa fare al caso tuo (come sport e come modo di conoscere persone nuove), sicuramente ti starai chiedendo anche:

Ma se è una delle tante mode, resterà?

Il padel resterà?

Se vuoi approfondire questo tema c’è un ottimo articolo de Il Post che prova a dare una risposta a questa domanda.

Per rispondere è inevitabile fare un confronto con il classico sport ricreativo da dopo-lavoro: la classica partita a calcetto.

Se il boom del 2021 è attribuibile alla pandemia (rispetto al calcetto i giocatori sono di meno e sono più distanziati - due caratteristiche perfette per le regole anti-covid), il padel ha caratteristiche molto interessanti che suggeriscono che resterà per un po’ di tempo:

  • Si gioca solo in 4, rispetto al calcetto è più facile organizzare le partite;
  • La curva di apprendimento è relativamente bassa, rendendolo molto accessibile anche a chi è poco sportivo;
  • Rispetto al calcetto, il rischio di infortuni è inferiore: il campo è più piccolo, si corre poco, non ci sono contrasti, e i movimenti per colpire la palla non sono eccessivamente stravaganti;

Proprio per queste caratteristiche, anche persone che non avrebbero mai sognato di fare sport lo provano.

Se qualcosa è troppo tecnico, e ha una curva di apprendimento più ripida, è difficile che il principiante poco portato continui. Questo col padel accade meno, e si spiega anche come mai piaccia così tanto.

E se più persone fanno sport, anche quelle che prima non l’avrebbero mai fatto, e lo fanno per più tempo, una delle conseguenze è che aumenta il lavoro per noi fisioterapisti.

Infatti, seppur a rischio relativamente basso rispetto ad altri sport “casual”, il padel ha comunque i suoi rischi.

E volendoci concentrare su questi rischi, quali sono esattamente?

Quando torna utile il Fisioterapista al giocatore medio di Padel?

Oppure, guardandolo da un altro punto di vista, come ti pubblicizzi con chi gioca a Padel?

Quali sono gli infortuni più diffusi nel Padel?

Se c’è una persona che può rispondere a questa domanda, è Jordi Riba - il fisioterapista ufficiale di molti giocatori del World Padel Tour.

Secondo lui, i 3 infortuni più frequenti tra i giocatori di Padel sono:

  1. Epicondilite: i problemi al gomito sono i più frequenti;
  2. A seguire, i fastidi al Tendine d’Achille;
  3. I fastidi alla Zona Lombare, tipici degli sport con tante frenate e tante ripartenze.

Questi sono i rischi più frequenti, ma ce ne sono tanti altri.

Sono facili da intuire data la natura del gioco, ma elenchiamone ancora qualcun altro:

  • Rischio di scivolare sul campo bagnato;
  • Rischio di colpirsi con la racchetta (Occhio ai denti! Se ti può interessare un aneddoto, il mio dentista mi ha raccontato che ci sono tanti casi di denti rotti al circolo che frequenta);
  • Rischio di disidratazione (crampi e contratture);
  • Mancanza di riscaldamento (perchè quando si arriva si vuole subito iniziare a giocare);
  • Scarpe inadeguate che alla lunga stressano e sovraccaricano ginocchia e caviglie;
  • Tecnica non corretta.

Come pubblicizzarsi

Ora hai un po’ di strumenti di base per parlarne con amici, conoscenti e parenti e dare loro consigli.

A parte che puoi parlarne sui social, e pubblicare qualche contenuto qua e là. Se il contenuto è valido e particolarmente utile ai giocatori, c’è un’ottima probabilità che venga condiviso e inizi a girare tra i vari gruppi della tua zona.

Oltre ai social, considera anche la vita reale.

Se frequenti i campi in prima persona, magari fallo per divertirti, non con l’intenzione di voler trovare pazienti.

Sono sicura che conoscenti, amici di amici e perfetti sconosciuti - quando verranno a sapere che fai il fisioterapista - ti inonderanno di domande e molti di loro ti chiederanno spontaneamente di diventare tuoi pazienti.

L’obiettivo secondo me deve essere quello di partecipare attivamente alla community che si crea attorno al gioco.

Quando trovi il primo paziente giocando a Padel, si crea spontaneamente la situazione in cui il primo che è stato riabilitato da te e torna a giocare, altri giocatori gli chiederanno: “Sei tornato! Come stai?”.

Qui inizia il passaparola - e anche gli altri giocatori a cui è giunta voce di quanto sei stata brava/o, appena ne avranno bisogno ti contatteranno o ti chiederanno una mano appena ti incontrano.

Ora, è probabile che ci siano già altri fisioterapisti a frequentare il circolo di padel.

È un problema?

No, ma in fondo che te ne importa? Alla fine l’obiettivo primario è quello di divertirsi. Se poi lo fai nel posto che frequentano i tuoi potenziali pazienti (come dicevamo all’inizio), unisci l’utile al dilettevole.

Poi se proprio è qualcosa che ti frena, considera che magari nella tua zona il Padel è arrivato di recente e non ci sono altri fisioterapisti che giocano a Padel (perché in Italia ci sono molti meno fisioterapisti di quello che probabilmente credi).

Oppure puoi frequentare un club diverso.

O magari se ce ne sono giocano in altri turni, quindi non incrociate gli stessi gruppi di persone.

Conclusione

In conclusione, il Padel è una moda che non sarà poi così tanto passeggera e che può andare bene come nuovo ambiente in cui conoscere nuova gente a cui il tuo lavoro può tornare utile.

Magari il Padel non fa per te, e va benissimo così: le cose di cui abbiamo parlato oggi sono relative a fenomeni che si presentano di tanto in tanto, e magari un giorno arriverà qualcosa nelle tue corde, che ti incuriosità e ti farà appassionare e ti farà dire: “okay, questo posso provarlo”.

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Ti ringrazio per aver letto fin qui e ti auguro buona fortuna con la tua ricerca di pazienti.

Se non l’hai già fatto, leggi anche l’articolo - a mio avviso il più importante della serie su come trovare pazienti - che parla della prima cosa da fare quando devi trovare pazienti, e cioè aprire e curare il profilo Google My Business.

A presto con nuovi articoli!

Photo Credits: Photo by Oliver Sjöström via Unsplash

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