Come pubblicizzarti su internet se sei un Fisioterapista

Come pubblicizzarti su internet se sei un Fisioterapista

Per trovare nuovi pazienti, internet è un ottimo strumento. Per usarlo però c’è bisogno di saperlo usare, e chi ce l’ha il tempo per pensarci o i soldi per pagare qualcuno che lo faccia al posto nostro? Quindi, vediamo un po’ di idee semplici e veloci per noi fisioterapisti.

Introduzione

Oggi parliamo di strategie di marketing di base per Fisioterapisti.

Ho scritto un articolo sullo stesso tema (te lo linko nelle conclusioni), ma mentre quello era più generico, oggi vediamo in modo pratico come ti devi comportare per sfruttare meglio i target e i social:

  • Non devi essere su tutti i social: capiamo da quali piattaforme devi partire;
  • Come devi comunicare per non mandare via potenziali pazienti;
  • Alcune idee di post se non sai assolutamente da dove partire.

Tutto ciò senza perderci troppo tempo, che devi dedicare ai pazienti, e senza spenderci soldi, che servono sempre (soprattutto se sei all’inizio).

Visto che ho scritto già due volte che non dobbiamo perdere tempo, partiamo.

Il target: a chi stai parlando?

Quando decidi di pubblicizzarti su internet, pensa per prima cosa a chi ti vuoi rivolgere.

Tra i tuoi pazienti molto probabilmente ci saranno quelli che in demografica (e in scienza dei meme) vengono definiti baby boomer (cioè quelli nati dopo la seconda guerra mondiale fino agli anni ’70).

I boomer fanno un utilizzo particolare di Internet, tendono a concentrarsi su poche piattaforme.

La prima di queste è Facebook, ma c’è anche WhatsApp e soprattutto Google.

Oggi evitiamo di parlare di WhatsApp, che sebbene abbia un’app per il business, onestamente la uso solo per comunicare ed essere reperibile coi pazienti (che non è mica poco).

Dare un numero con WhatsApp ai pazienti ci rende ai loro occhi meno distanti e più vicini, creando un rapporto meno distaccato e più empatico, ma sempre professionale.

Come comportarsi su Facebook?

Per quanto riguarda invece Facebook, è il social più frequentato dalla demografica in questione.

Il punto è questo: molto probabilmente non avrai il tempo per dedicarti ai social, né i soldi per ingaggiare un social media manager.

Le basi

Quindi parti con le basi: una pagina Facebook della tua attività semplice, completa e pulita.

Puoi creare le grafiche con Canva (parti da un logo carino) e aggiungi alla pagina più info possibile (numero, descrizione, indirizzo, foto, ecc.).

Cerca di mantenere un immagine più professionale possibile, soprattutto con le foto (non sei su instagram e non è il tuo profilo personale, ma è una pagina professionale).

Quindi per fare un esempio meglio evitare foto in discoteca o cose troppo personali.

A proposito di cose personali: non fornire dettagli irrilevanti sulla tua vita.

Per esempio, a meno che tu sia un fisioterapista sportivo, non è molto attinente scrivere che la tua passione è il calcio. Non sei tu il/la protagonista, metti al centro i tuoi pazienti facendo capire cosa puoi offrire loro.

Lascia intendere che sei una persona che si prenderà carico della loro problematica.

Dare dettagli irrilevanti non aiuta, quindi c’è bisogno di ragionare su cosa includere e cosa no nella tua descrizione.

Molto più semplice di quello che sembra, basta escludere quelle cose su cui non sei sicura/o.

Servizi e prezzi

Inoltre attenzione al discorso prezzi: non devi scriverli per forza.

Il problema è che quando inizi non sai cosa ti può chiedere la gente ed è difficile dare un prezzo ad ogni singola cosa che fai (figurati i prezzi di quelle cose che ti ritroverai a fare, ma ora ancora non lo sai).

Se fai un elenco di ogni singolo servizio che offri (o meglio, che pensi di poter offrire) con ogni singola durata della prestazione e relativo prezzo, le persone credono che fai solo quelle cose e basta.

Se vede che tu non hai scritto quello che serve a loro, pensano che non lo offri.

Ma può essere che tu non l’abbia scritto per fretta o per dimenticanza.

Inoltre, per il paziente può diventare molto confusionario e per te diventa molto difficile capire qual è il prezzo giusto.

Troppo poco e mi sto svendendo? Troppo alto e il paziente dice di no?

Molto più semplice non scriverli, ed elencare i servizi genericamente per lasciare spazio alla curiosità del paziente (che si spera ti contatti).

Se posso condividerti la mia esperienza, io ho iniziato dando la prima visita gratuita per inquadrare meglio la problematica, fare una stima più precisa sulla durata e dare al paziente un prezzo più accurato.

Dare la prima visita gratuita aiuta anche a non mettere ulteriori pressioni al paziente, che probabilmente ne ha già tante per via della sua problematica e fa percepire che non lavori solo per soldi*.

Inoltre, ti fai vedere di persona, e la cosa aiuta parecchio: se il paziente ha sentito per telefono già altri 3 fisioterapisti per chiedere informazioni e tu sei l’unico che vede di persona, sceglie te al 100% a meno che non fai prezzi molto più alti.

Infine semplicemente ti aiuta tantissimo nel prendere le decisioni e fare stime sul piano terapeutico quando sei poco esperto e sei ai primi pazienti.

*Come già detto tante volte, non siamo qui a lavorare gratis nè crediamo che per sopravvivere è sufficiente aiutare gli altri. Se così fosse, si fa prima a fare volontariato che a fare tre anni di Università. Quello che intendo è che molti pazienti cambiano fisioterapista perché non si sentono abbastanza seguiti. Ad un certo punto, te lo garantisco, avrai un paziente che ti racconta che il fisioterapista dove andava prima sembrava facesse le cose con molta superficialità e solo per soldi, e non gli ha risolto il problema. A volte l’ha addirittura peggiorato. Nessuno deve fare cose gratis, ma cerca di non essere quel fisioterapista.

Magari offrire la prima visita gratuita non è una strategia adatta a tutti perché fa paura il rischio che il paziente non continui, però per me funziona, mi trovo bene e insieme a quello che raccontavo qui mi ha aiutato a capire come scegliere e applicare i prezzi (che come avrai capito è stata una cosa che ha richiesto molti tentativi).

In conclusione, non è necessario fare visite gratis, ma nella mia esperienza ha funzionato come strumento avere una strategia sui prezzi.

Torniamo a Facebook.

Come avere più seguito e idee per i post

Una volta creato la pagina, se hai Facebook invita a mettere mi piace a più persone possibile.

L’algoritmo ogni tanto proporrà la tua pagina ad amici di amici, che magari ti riconoscono e mettono mi piace.

Dopo aver creato la pagina bisogna postare, ma ogni quanto? E cosa posto esattamente?

La cosa migliore è postare più spesso possibile, ma se non abbiamo tempo, ogni occasione è buona (anche una volta ogni tanto).

Come idee di post:

  • Foto o video prima e dopo di pazienti che sono migliorati (senza riprendere visi e chiedendo ovviamente il permesso);
  • Auguri per le feste (Natale/Pasqua/Festa della donna/della mamma/del papà/Festa patronale/ecc.);
  • Aggiornamenti sulle chiusure;
  • Notizie o articoli che credi siano rilevanti sulla fisioterapia.

Se vuoi dare nozioni di fisioterapia e pillole di scienza, non scrivere muri di testo, semplifica il più possibile mantenendo l’accuratezza (perché chi ti legge probabilmente non è addetto ai lavori) e soprattutto cerca di controllare e citare sempre le fonti.

Scegli il tuo target

Non è detto che Facebook sia per tutti.

Se fai fisioterapia sportiva magari ti interfacci con un pubblico più giovane che passa il tempo su Instagram e TikTok.

Invece se tratti molti problemi posturali e connessi alla sedentarietà (sindrome del tunnel carpale, cervicale, mal di schiena, ecc.) o al care-giving (perché spesso a prendere la decisione di chiamare un fisioterapista per il genitore anziano sono i figli) magari vuoi come pubblico impiegati e professionisti, pubblico che è attivo su LinkedIn.

Ovviamente il mondo non è tutto bianco o tutto nero.

All’inizio poi, inutile dirlo, ma va bene tutto.

Se fai fisioterapia respiratoria e arriva qualcuno con una distorsione di caviglia e hai l’agenda quasi vuota che fai, gli dici no?

Ovviamente, quindi datti tempo, perché nel corso dei mesi ti troverai a relazionarti con diverse demografiche.

Osserva nel corso del tempo tempo quali di queste demografiche diventano prevalenti, e regolati di conseguenza.

Se l’80% dei tuoi pazienti è più adulto/anziano punta di più su Facebook e meno su Instagram e così via.

Può essere utile guardare non solo al numero di pazienti, ma anche a quali demografiche di pazienti tendono a fare cicli di riabilitazione più lunghi (link all’articolo) o che ti fanno essere più efficiente (terapie in gruppo, terapie che durano meno, terapie che costano di più).

Queste ultime valutazioni però sono un po’ più avanzate, da fare quando hai già un bel giro di pazienti e hai bisogno di ottimizzare i tempi per dedicarti meglio a loro (perché si corre il rischio di saltare da un posto all’altro, e riabilitare velocemente e male).

Invece la cosa da fare il prima possibile, anche prima dei social, è una sola. Vediamola insieme.

Google My Business

Google è trasversale: lo usa chiunque, a prescindere dal luogo e dall’età.

Molte persone non conoscono il concetto di browser, ma se nomini Google sanno cosa fare.

Anche chi è più avanti con l’età e chi ha un rapporto complicato con la tecnologia sa usare lo smartphone per cercare una ricetta su Google.

Google My Business secondo me è la prima cosa da fare quando apri la Partita IVA, tra l’altro è completamente gratuito e va benissimo anche per chi non ha una sede fisica e offre servizi a domicilio (come le terapie domiciliari).

Ma a che serve? Cioè tutti sappiamo che fa Facebook o Whatsapp, ma che roba è sto Google My Business?

Semplicemente un profilo di Google My Business ti fa apparire nella ricerca su Google e su Google Maps.

Se curi il tuo profilo Google My Business ottieni molte attenzioni a livello locale (le più importanti, perché non ti interessa pubblicizzarti con potenziali pazienti che vivono dall’altra parte d’Italia).

Per la guida a Google My Business per fisioterapisti, leggi questo articolo.

Conclusioni

Già essere un libero professionista non è semplice, non c’è bisogno di complicare il tutto mettendosi a gestire anche i social.

Parti con la strategia più semplice e indolore possibile, l’obiettivo è quello di farti trovare dalle persone giuste al momento giusto (per questo devi essere presente su Google).

Per i social, idem: parti dalle basi. Non devi essere su tutti i social, ma solo su quelli dove c’è la maggior parte dei tuoi potenziali pazienti. L’età media è un ottimo punto di partenza per scegliere.

Quelli che crei così facendo non saranno di certo i profili più belli in assoluto, ma cerca di fornire più informazioni utili possibile, di postare ogni tanto e i risultati ci saranno.

E quando ci sono i risultati, magari puoi permetterti di delegare totalmente la gestione dei profili ad un’agenzia o un social media manager.

Come promesso all’inizio, ti linko un altro articolo per approfondire questo tema.

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Grazie mille per aver letto fin qui, a presto!

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