Questo articolo è dedicato a tutte le ragazze e tutti i ragazzi che, arrivati alla fine delle superiori, stanno pensando di provare a fare Fisioterapia (ma va bene anche se dal diploma è passato qualche anno). Se cerchi il quadro completo del percorso, dal test alla laurea fino all’iscrizione all’Albo, parti da come diventare fisioterapista: la guida completa.

Introduzione

Togliamo di mezzo ogni equivoco: si, il test d’ingresso a Fisioterapia è difficile. La verità è questa, e a mio avviso è meglio prenderne consapevolezza il prima possibile e agire di conseguenza. Quindi, proviamo a parlarne da persone adulte e mature, ma fornendo comunque le indicazioni e i consigli più utili. Più avanti pubblicherò altri articoli sull’argomento.

Il test di ingresso a Fisioterapia è un bel collo di bottiglia. La concorrenza è parecchio alta.

Non è altissima come per Medicina ed Odontoiatria, ma tra le Professioni Sanitarie, Fisioterapia è quella con la concorrenza più alta.

Sia perché ci sono pochi posti disponibili, sia perché è molto gettonata.

Infatti Fisioterapia è il corso di Professioni Sanitarie più selettivo d’Italia: è quello con il rapporto candidati/posto più alto di tutto il comparto sanitario. Per l’anno accademico 2026/2027 i posti salgono a 4.086, contro i 3.262 dell’anno prima: 824 in più, un aumento del 25%. Nonostante questo, il rapporto resta di circa 6,5 candidati per posto. È una media: negli atenei del Centro-Nord più gettonati si superano i 10-15 candidati per posto, mentre in alcune sedi più piccole o del Sud la concorrenza è più bassa. Solo Medicina e Odontoiatria hanno una selezione più dura.

Quindi, di certo non è facile, e non siamo assolutamente qui per sminuire l’impegno, la dedizione e la fortuna richiesti.

Il test in pratica: date, formato e posti

Al di là delle sensazioni, ecco com’è fatta la prova. Le regole per il 2026 sono fissate dal DM n. 1003 del 6 agosto 2026, i posti dal DM n. 1014 del 7 agosto 2026.

  • Quando: data unica nazionale, il 16 settembre 2026 per i corsi in italiano e il 17 settembre 2026 per quelli in inglese, alle ore 11:00. Le iscrizioni si chiudono a inizio settembre, ma la scadenza esatta la fissa ogni ateneo: controlla il bando della tua università.
  • Come: 60 domande a risposta multipla (cinque opzioni) in 100 minuti, così ripartite: 23 di biologia, 15 di chimica, 13 di fisica e matematica, 5 di ragionamento logico, 4 di competenze di lettura e conoscenze acquisite.
  • Punteggio: +1,5 per ogni risposta corretta, −0,4 per ogni errata, 0 per quelle lasciate in bianco. Il massimo è 90 punti. La penalità sugli errori conta: quando non riesci a restringere le alternative, spesso conviene non rispondere. In media hai poco più di 1 minuto e mezzo a domanda.
  • Graduatoria: di ateneo, non nazionale. La prova è predisposta da ciascuna università ed è uguale per tutte le Professioni Sanitarie dello stesso ateneo. Devi scegliere in anticipo la sede per cui concorrere, e i posti vengono assegnati per punteggio e ordine di preferenza.
  • Posti: 4.086 per Fisioterapia nel 2026/2027, il 25% in più rispetto ai 3.262 dell’anno prima, su un totale di 38.184 per tutte le Professioni Sanitarie triennali. Il numero lo fissa ogni anno il Ministero in base al fabbisogno.

Nota: la riforma del semestre filtro (semestre aperto e poi esami selettivi) riguarda solo Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. Per Fisioterapia resta il test a crocette a numero programmato. C’è molta confusione su questo punto: l’abolizione del test vale per Medicina, non per le Professioni Sanitarie.

Cosa studiare: il programma materia per materia

Il programma ufficiale è nell’allegato al DM n. 1003/2026 e cambia poco di anno in anno. La cosa più importante da tenere a mente: biologia e chimica insieme valgono 38 domande su 60, oltre il 60% della prova. È lì che si vince o si perde il test.

  • Biologia (23 domande): la chimica dei viventi e le interazioni deboli; la cellula (struttura e funzioni, procariote ed eucariote, membrane e organuli); la bioenergetica (ATP, respirazione cellulare, fotosintesi); riproduzione ed ereditarietà (mitosi, meiosi, leggi di Mendel, genetica molecolare, DNA, RNA e sintesi proteica); genetica umana e basi di biotecnologie; elementi di anatomia e fisiologia umana.
  • Chimica (15 domande): struttura dell’atomo e sistema periodico; legame chimico e nomenclatura; stechiometria e bilanciamento delle reazioni; stati della materia e leggi dei gas; soluzioni e concentrazioni; equilibrio in soluzione acquosa (acidi, basi, pH); ossidoriduzioni; cenni di chimica organica (gruppi funzionali, idrocarburi).
  • Fisica e matematica (13 domande): misure e grandezze, cinematica e dinamica, lavoro ed energia, meccanica dei fluidi, termologia e termodinamica, elettrostatica ed elettromagnetismo. Per matematica: proporzioni e percentuali, potenze e radicali, logaritmi ed esponenziali, equazioni e disequazioni, funzioni, geometria analitica di base, probabilità e calcolo combinatorio.
  • Ragionamento logico (5 domande): serie e sequenze, deduzioni, logica verbale e figurale, problem solving.
  • Competenze di lettura e conoscenze acquisite (4 domande): comprensione di brani, lessico e coerenza testuale, con qualche domanda di cultura scientifica e attualità.

Sul metodo, i consigli che tornano più spesso da chi il test l’ha superato sono due. Primo: inizia subito con le simulazioni, non solo per ripassare ma per allenarti a gestire tempo e ansia. Secondo: nell’ultimo mese lascia perdere la teoria e lavora solo sui quiz degli anni passati, cronometrandoti.

Dove è più facile entrare?

Non esiste una sede “facile”, ma il rapporto domande/posti cambia parecchio da ateneo ad ateneo. Le sedi grandi e note del Centro-Nord attirano moltissime domande; alcune sedi più piccole, o al Sud, hanno storicamente meno concorrenza a parità di posti. Dato che la graduatoria è di ateneo, la scelta della sede pesa quanto la preparazione. Ne parliamo in università di fisioterapia: dove studiare.

Perché ripeto: richiede tanto impegno e studio, che ci piaccia o no.

Non c’è nessuna formula magica per passarlo, nè “10 semplici passi”, né trucchetti che aumentino le probabilità di azzeccare la risposta corretta: bisogna essere davvero preparati (o perché no, essere davvero fortunati - però non possiamo fare affidamento solo su quello).

Ma una cosa è certa: per quanto ci sembrano poche le chance, se ci lasciamo spaventare al punto da non presentarci affatto al test… le chance diventano nulle.

Vantaggi indebiti

Un’altra cosa è certa: fare i test di ammissione è praticamente un lavoro.

In ogni lavoro all’inizio siamo impacciati, disonterientati e con le idee confuse. Ma poi si impara. E si impara in tempi che variano a seconda delle esperienze e delle predisposizioni di ognuno.

Partecipare e sbagliare al test quindi fa parte della preparazione.

Sembra una frase di circostanza, ma vediamola sotto un’altra ottica. Ripetere il test più volte porta a:

  • conoscere meglio le modalità, gli argomenti e le tempistiche;
  • scoprire lacune nella nostra formazione che non sapevamo di avere e su cui lavorare;
  • diventare meno sensibili alla pressione e all’ansia il giorno della prova, affrontandola con più serenità e distacco.

La prima volta che fai il test ti ritrovi a competere con persone che l’hanno fatto più volte, magari hanno esperienza anche con i test di altre facoltà, con tutti i vantaggi che ne derivano.

Alcuni di questi avranno anche l’ulteriore vantaggio di uno-due anni di università in altri dipartimenti.

Qui magari hanno già seguito le lezioni tenute da professori universitari, studiato il programma, passato gli esami delle materie del test. Hanno quindi una preparazione notevole.

Tutto ciò, ci piaccia o no, fa parte del gioco.

E a questo punto non passare il test al primo tentativo, avendo questa concorrenza, è praticamente normale.

Ed è talmente normale che, storicamente, la maggior parte dei fisioterapisti inizia la triennale con uno o più anni di ritardo rispetto all’età canonica: una vecchia rilevazione AlmaLaurea parlava addirittura del 75% con due o più anni di ritardo. In altre parole: non passare al primo colpo è la regola, non l’eccezione.

Non è assolutamente il caso quindi lasciar perdere se non lo passiamo pensando di essere dei falliti.

Ripeterlo non è sintomo di fallimento, è di fatto la prassi.

Avere così tanta paura di fallire da convincerci a non fare il test invece è l’unica garanzia di fallimento.

Non ho passato il test, ma sento che fisioterapia è la mia strada… che faccio?

A questo punto hai due scelte:

  1. Studi per un anno sui manuali, magari improvvisando un percorso fai da te, cercando di darti una strada e un ritmo, che poi puntualmente non vengono rispettati;
  2. Iscriverti ad un’altra facoltà (meglio se scientifica, e tra poco vediamo come mai);

Per iniziare a competere ad armi pari, il consiglio è quello di iniziare presso altre facoltà scientifiche ma ad accesso libero.

Alcune di queste sono di solito Scienze e Tecnologie Alimentari, Scienze e Tecnologie Agrarie, Scienze Gastronomiche.

Oppure provare i test in altre facoltà scientifiche tipo Biologia, Biotecnologie.

O magari hai passato il test di Professioni Sanitarie e ti immatricoli per la seconda o la terza scelta.

Ma in che senso? Io voglio fare Fisioterapia, perché dovrei iscrivermi a facoltà che non mi interessano?

Come già dicevamo prima, ti troverai a competere con chi ha già frequentato lezioni, studiato tutto il programma e dato l’esame all’università delle materie scientifiche del test.

Tutte le facoltà scientifiche che ti ho elencato prima tendono ad avere nel programma del primo anno le materie del test, come chimica, biologia, fisica.

Il consiglio è quello di iscriversi, approfondire per un annetto queste materie con l’aiuto delle lezioni di professori universitari, integrando le parti di logica e cultura generale, e riprovarci l’anno seguente con una preparazione molto più solida.

Questo comporta anche il vantaggio di avere degli esami che possiamo convalidare quando poi riusciamo ad entrare a Fisioterapia.

Convalidare gli esami significa che se li abbiamo già fatti in un altro percorso universitario, perché magari in precedenza eravamo iscritti ad un’altra facoltà, non dobbiamo ripeterli nel nuovo percorso.

Quindi facendo così evitiamo di perdere un anno.

Pertanto seguendo questa strada ci ritroveremo con:

  • Una preparazione molto più solida sulle materie del test;
  • Degli esami già fatti che non dovremo ripetere al primo anno di Fisioterapia (nelle modalità previste dall’Università);
  • Una conoscenza più approfondita del mondo universitario e delle sue dinamiche.

Conclusione

Non c’è altro modo di dirlo, il test è duro e non ci sono scorciatoie.

L’unico modo più sensato per affrontare la paura (che non ti abbandona mai) secondo me è mettere in conto che potrebbe non andare come sperato, e preparare un piano B.

Se poi va bene al primo colpo (speriamo), tanto meglio!

Hai già una laurea in Scienze Motorie e ti stai chiedendo se puoi saltare il test? Purtroppo no: scopri perché qui.

Comunque, ti ringrazio tanto per aver letto fino a qui.

A presto!

Se ti vanno altri articoli sul tema leggi pure gli altri che ho scritto fino ad ora (ne arriveranno altri):