Su internet ci sono tante guide sugli ECM: che sono, come si ottengono, come si controllano. Ma il mio dubbio è sempre stato “che succede se non ho crediti ECM?”. Ecco, dopo tante ricerche - comprese ricerche su casi reali di sanzioni, di cui parliamo più avanti - abbiamo una risposta anche a questo.

Introduzione

Come promesso in “Come ti informi dopo la laurea?”, ecco qui una guida agli ECM per fisioterapisti.

Ne avevamo anche parlato nell’articolo sulle cose da fare quando ti laurei in fisioterapia, per cui questa guida è ottima sia per i neolaureati che per i fisioterapisti più navigati che - come me - si dimenticano sempre dell’esistenza degli ECM e di come si controlla se si è in regola.

Se sei fisioterapista già da qualche tempo, tutte queste cose le sai già. Se non ti serve una rinfrescata e vuoi solo sapere che succede se non si fanno gli ECM, vai direttamente verso la fine, al paragrafo “Che succede se non ottengo gli ECM entro la fine del triennio?”

Senza perderci in chiacchiere, direi di iniziare.

Che sono gli ECM?

Gli ECM sono dei crediti, proprio come quelli che ottieni dopo un esame universitario.

ECM però sta per “Educazione Continua in Medicina”, cioè il programma obbligatorio - attivo in Italia dal 2002 - che ha l’obiettivo del mantenimento di un livello elevato di conoscenze in ambito sanitario.

Quindi, quando si diventa fisioterapisti, per mantenere l’abilitazione bisogna necessariamente conseguire un certo numero di crediti ECM. Altrimenti dopo la laurea ti adagi, la scienza va avanti e resti indietro (e come vedremo dopo, corri anche dei rischi).

Come si ottengono gli ECM?

Si ottengono seguendo dei corsi. Ce ne sono gratuiti e a pagamento, alcuni danno più crediti di altri e possono essere in presenza o a distanza. Il numero degli ECM che rilascia il corso è sempre segnalato, e dipende da quante ore dura il corso stesso.

Ovvio che non tutti i corsi rilasciano ECM, quindi fai attenzione soprattutto se sono a pagamento.

Insomma le scelte sono tantissime (e anche la qualità dei corsi varia molto), e quando c’è l’acronimo “FAD”, vuol dire semplicemente “Formazione A Distanza”.

I corsi sono tenuti da diversi enti, che chiedono l’autorizzazione a rilasciare gli ECM ai partecipanti, e una volta concluso il corso gli ECM vengono caricati su un portale, tra poco vediamo quale.

I tre formati: RES, FAD e FSC

Non tutti gli ECM sono uguali nella forma in cui li ottieni. Esistono tre categorie principali:

  • RES (Residenziale): corsi in presenza, tipicamente congressi, workshop o corsi d’aula. Sono spesso i più costosi e richiedono di spostarti fisicamente, ma restano un’occasione reale di confronto diretto con docenti e colleghi;
  • FAD (Formazione a Distanza): la trovi in due varianti, sincrona (webinar o lezioni online in diretta, con obbligo di presenza nell’orario stabilito) e asincrona (corsi registrati, disponibili quando vuoi, spesso con un test finale a risposta multipla per ottenere i crediti);
  • FSC (Formazione Sul Campo): attività formative legate direttamente alla pratica clinica quotidiana, come audit clinici, gruppi di miglioramento, o la supervisione di casi complessi all’interno della tua struttura.

Un dettaglio poco pubblicizzato ma importante: almeno il 40% dei tuoi crediti nel triennio deve provenire da fonti esterne alla tua struttura di appartenenza (quindi non solo formazione organizzata internamente dal tuo studio, ospedale o ASL). Se lavori in una struttura che organizza molta formazione interna, tienilo a mente per non ritrovarti sbilanciato verso un’unica fonte a fine triennio.

Da dove arrivano queste regole

Prima di entrare nei numeri, vale la pena sapere da dove arrivano, perché aiuta a capire perché cambiano ogni triennio.

L’obbligo formativo per il triennio 2026-2028 è fissato dalla Delibera CNFC n. 1 del 5 marzo 2026 (CNFC sta per Commissione Nazionale per la Formazione Continua), pubblicata da Agenas il 17 marzo 2026. È questo il documento ufficiale che stabilisce crediti richiesti, riduzioni e bonus per il triennio in corso - Agenas pubblica poi anche una scheda riassuntiva in linguaggio più semplice, ma la delibera è la fonte primaria.

Ogni triennio la Commissione può modificare i dettagli (a volte di poco, a volte parecchio, come è successo con la riduzione del Covid nel 2020-2022), quindi è normale che i numeri di questo articolo possano cambiare di nuovo nel 2029 per il triennio successivo. Se leggi questa guida tra qualche anno, controlla sempre la delibera più recente su CoGeAPS o sul sito di Agenas.

Di quanti ECM ho bisogno nel triennio 2026-2028?

Siamo attualmente nel triennio formativo 2026-2028, e come per ogni triennio ordinario servono 150 crediti ECM.

Attenzione: triennio formativo suona molto simile alla laurea triennale - nulla di tutto ciò. Quando ti sei laureato l’università non c’entra più niente, e il triennio formativo è semplicemente una roba per calcolare quanti ECM devi ottenere.

È facile pensare che 150 crediti in tre anni siano 50 ECM all’anno. In realtà puoi prenderli tutti il primo anno o l’ultimo, o gestirli nel modo in cui preferisci. Basta che alla fine dei 3 anni li hai presi tutti.

Le riduzioni legate al triennio precedente

Per il triennio 2026-2028 esistono delle riduzioni legate a come è andato il triennio precedente (2023-2025):

  • Se nel 2023-2025 hai ottenuto tra 121 e 150 crediti, hai una riduzione di 30 crediti nel nuovo triennio;
  • Se ne hai ottenuti tra 80 e 120, la riduzione è di 15 crediti;
  • Se nel 2023-2025 hai conseguito crediti ECM in materia di vaccini e strategie vaccinali, hai una riduzione pari ai crediti effettivamente conseguiti, fino a un massimo di 10 crediti (bonus valido anche per il triennio 2029-2031 sulla formazione fatta nel 2026-2028);
  • Chi risultava già certificabile nei trienni 2014-2016, 2017-2019 e 2020-2022 (alla data del 3 luglio 2025) ha un’ulteriore riduzione di 20 crediti.

Il Dossier Formativo: la parte che quasi nessuno spiega bene

Qui vale la pena fermarsi, perché il Dossier Formativo è probabilmente lo strumento più sottovalutato per ridurre il carico di ECM “normali” da fare, e in giro se ne parla poco nel dettaglio.

Cos’è concretamente? È un percorso di autoformazione che tu stesso strutturi: individui un tuo bisogno formativo specifico (per esempio “voglio approfondire la riabilitazione post-chirurgica del ginocchio”), documenti come intendi colmarlo nel tempo (corsi, letture, casi clinici seguiti), e lo registri formalmente. Esiste in due varianti:

  • Dossier Formativo Individuale (DFI): lo costruisci da solo, seguendo un tuo percorso di crescita specifico;
  • Dossier Formativo di Gruppo (DFG): lo costruisci insieme ai colleghi del tuo studio o della tua struttura, su un obiettivo formativo condiviso.

Perché conviene? Costruire un Dossier Formativo nel biennio 2026-2027 dà un bonus di 40 crediti (individuale) o 30 crediti (di gruppo) - i due bonus non sono cumulabili tra loro, quindi conviene scegliere quello più adatto alla tua situazione. Se lavori da solo o in libera professione, il DFI è più semplice da gestire; se sei in uno studio con colleghi, il DFG permette di dividere il lavoro di documentazione.

Se avevi già soddisfatto un Dossier Formativo (individuale o di gruppo) nel triennio 2023-2025, il bonus per il 2026-2028 è comunque di 20 crediti, anche senza rifarne uno nuovo.

In pratica, un Dossier Formativo ben costruito può coprire da solo un quarto o più del tuo fabbisogno triennale. Vale la pena informarsi su CoGeAPS su come aprirne uno appena inizia il triennio, non a ridosso della scadenza.

Per il numero esatto che ti riguarda, controlla sempre il tuo stato su CoGeAPS (vedi più sotto): le riduzioni e i bonus si applicano automaticamente in base alla tua storia formativa.

Mi sono appena laureata/o, devo ottenere 150 crediti anche io?

No, perché l’obbligo di formazione continua decorre dal 1° gennaio successivo alla data di conseguimento della laurea, e il primo anno da neolaureati è di norma esonerato dall’obbligo.

Quindi se ti laurei nel 2026, inizierai ad accumulare ECM dal 1° gennaio 2027, all’interno del triennio 2026-2028 già in corso.

E quanti ne dovrò ottenere?

Per il numero esatto, controlla sempre su CoGeAPS. In generale, il tuo fabbisogno dipende da quanti anni del triennio ti restano da quando decorre il tuo obbligo: se inizi a metà triennio, dovrai ottenere una quota proporzionale ai crediti annui del ciclo in corso.

Esempi pratici: quanti crediti devi fare davvero

I numeri sopra restano un po’ astratti finché non li vedi applicati. Ecco tre situazioni concrete.

Esempio 1 - Chi era già in regola. Hai chiuso il triennio 2023-2025 con 145 crediti (tra 121 e 150). Nel 2026-2028 parti già con una riduzione di 30 crediti: il tuo fabbisogno scende da 150 a 120 crediti. Se in più costruisci un Dossier Formativo Individuale nel 2026-2027 (+40), il fabbisogno reale scende ulteriormente a 80 crediti in tre anni, cioè meno di 27 all’anno.

Esempio 2 - Chi era parzialmente indietro. Hai chiuso il 2023-2025 con 95 crediti (tra 80 e 120). La riduzione è di 15 crediti: il fabbisogno 2026-2028 scende da 150 a 135 crediti. Senza Dossier Formativo, resti su questa cifra; costruendone uno di gruppo (+30), scendi a 105 crediti.

Esempio 3 - Neolaureata/o nel 2026. Ti laurei a giugno 2026: il tuo obbligo decorre dal 1° gennaio 2027, quindi hai due anni pieni (2027-2028) all’interno del triennio in corso invece di tre. In questo caso il fabbisogno viene calcolato proporzionalmente dal portale CoGeAPS sulla base degli anni effettivi di obbligo, non sui 150 crediti pieni - motivo in più per controllare direttamente lì il tuo numero esatto, invece di fare i conti a mano.

Esempio 4 - Chi è rimasto indietro. Hai chiuso il triennio 2023-2025 con solo 40 crediti su 150 (quindi sotto la soglia degli 80 che dà diritto anche solo alla riduzione minima). Nel 2026-2028 non hai riduzioni da quel triennio, quindi il tuo fabbisogno resta di 150 crediti pieni, più l’eventuale debito formativo del 2023-2025 non recuperato (vedi il paragrafo sul recupero più sotto). In più, finché resti sotto il 70% dei crediti dell’ultimo triennio chiuso, la tua assicurazione RC professionale rischia di non essere efficace: questa è la situazione in cui vale davvero la pena dare priorità assoluta agli ECM nei primi mesi del nuovo triennio, non rimandare ulteriormente.

Esoneri ed esenzioni: non c’è solo il caso dei neolaureati

Oltre all’esonero per il primo anno post-laurea, esistono altre situazioni che possono dare diritto a un esonero totale o a una riduzione proporzionale del fabbisogno, sempre da documentare formalmente su CoGeAPS:

  • Maternità e paternità: il periodo di congedo obbligatorio riduce proporzionalmente il fabbisogno del triennio in cui cade;
  • Malattie gravi documentate: periodi prolungati di malattia certificata possono dare diritto a un esonero parziale;
  • Aspettativa non retribuita: se sospendi l’attività professionale per un periodo prolungato, puoi richiedere una riduzione proporzionale;
  • Trasferimento all’estero: se lavori fuori dall’Italia per un periodo prolungato, la situazione va valutata caso per caso con CoGeAPS, perché dipende da dove eserciti e se resti iscritto all’Albo italiano.

In tutti questi casi, la parola chiave è documentare: non basta essere stati assenti, serve caricare la documentazione giustificativa sul portale, di norma tramite il tuo Ordine di appartenenza, perché l’esonero venga riconosciuto formalmente.

Le scadenze intermedie del triennio 2026-2028

Oltre alla scadenza finale del 31 dicembre 2028, ci sono alcune scadenze intermedie da tenere d’occhio, perché perderle può farti perdere anche vantaggi a cui avresti diritto:

  • Entro il 31 dicembre 2026: è il termine indicativo per registrare eventuali esoneri o esenzioni pregresse non ancora formalizzate su CoGeAPS;
  • Entro il 31 dicembre 2027: è il momento per aver costruito (o quantomeno avviato) il tuo Dossier Formativo, se vuoi beneficiare del bonus di cui parlavamo sopra;
  • Entro il 31 dicembre 2028: scadenza finale per aver raggiunto il tuo fabbisogno complessivo di crediti del triennio.

Come sempre, questi termini possono essere aggiornati da delibere successive: usali come riferimento orientativo, non come verità scolpita nella pietra, e verifica sempre la situazione più recente su CoGeAPS o sul sito di Agenas.

Il recupero dei crediti arretrati

Se sei indietro con un triennio passato (non quello attuale, uno precedente già chiuso), non è detto che tu abbia perso tutto: in molte occasioni la Commissione ha previsto finestre di recupero dei debiti formativi pregressi, con termini e modalità specifiche indicate nella delibera del triennio in corso. È già successo, per esempio, con la proroga concessa durante il periodo Covid per il triennio 2020-2022, poi allungato di un anno per tutti i professionisti sanitari.

Il meccanismo tipico è questo: il debito formativo di un triennio chiuso non svanisce automaticamente, ma resta “in sospeso” finché non lo recuperi con crediti aggiuntivi in un triennio successivo, entro i termini che la delibera del momento stabilisce. Non è quindi detto che tu debba ripartire completamente da zero se hai accumulato un ritardo, ma nemmeno che il tempo per recuperarlo sia illimitato.

Il consiglio pratico è lo stesso di sempre: controlla la tua situazione esatta su CoGeAPS, che mostra sia il tuo fabbisogno attuale sia eventuali debiti residui da trienni precedenti, invece di ricostruire la situazione a memoria o basandoti su quello che hanno fatto colleghi con una storia formativa diversa dalla tua. Se il debito risale a diversi trienni fa e non sai come muoverti, vale la pena anche un contatto diretto con l’assistenza CoGeAPS o con il tuo Ordine provinciale, per capire quali finestre di recupero sono ancora aperte nel tuo caso specifico.

Sono sia dipendente che libero professionista: devo fare ECM doppi?

Domanda che mi sento fare spesso, soprattutto da chi lavora part-time in una struttura e ha anche la Partita IVA. La risposta è no: l’obbligo ECM è legato alla persona, non al singolo rapporto di lavoro. Se sei iscritta/o all’Albo come fisioterapista, hai un solo fabbisogno di crediti da soddisfare nel triennio, indipendentemente da quanti “cappelli” indossi contemporaneamente (dipendente pubblico, dipendente privato, libero professionista, o una combinazione).

Quello che cambia è semmai chi organizza o paga i corsi: se lavori in una struttura, potresti avere accesso a formazione interna organizzata dal datore di lavoro (che comunque conta nel limite del 60% massimo da fonti “interne” di cui parlavamo sopra); se sei solo libero professionista, dovrai probabilmente cercarti i corsi in autonomia, anche pagandoli di tasca tua.

Quanti crediti dà in media un corso?

Non esiste una regola fissa - dipende dalla durata e dalla qualità percepita dall’ente accreditante - ma per farti un’idea approssimativa e orientarti nella scelta:

  • Un webinar FAD di 1-2 ore rilascia tipicamente pochi crediti, spesso tra 1 e 3;
  • Un corso FAD asincrono più strutturato (4-8 ore di contenuti) può arrivare a 5-10 crediti;
  • Un congresso o corso residenziale di una giornata intera rilascia solitamente 6-10 crediti;
  • Un congresso di più giorni, con più sessioni, può superare i 15-20 crediti complessivi.

Questi sono ordini di grandezza indicativi, non promesse: il numero esatto lo decide sempre l’ente accreditante in base al programma specifico, e va sempre verificato prima di iscriverti, non dedotto dalla durata.

Come riconoscere un corso ECM affidabile

Con così tanta offerta, alcuni corsi rilasciano ECM solo sulla carta e valgono poco dal punto di vista formativo vero. Qualche accorgimento pratico prima di iscriverti e pagare:

  • Verifica che l’ente sia effettivamente accreditato a rilasciare ECM (l’elenco dei provider accreditati è consultabile su Agenas): non basta che il corso “parli” di argomenti sanitari, deve avere un provider riconosciuto alle spalle;
  • Diffida dei pacchetti “tutti i crediti dell’anno in poche ore”: la quantità di crediti è proporzionata alla durata e alla qualità del contenuto valutata dall’ente accreditante, non è un numero che un venditore può gonfiare a piacere;
  • Controlla se il test finale è puramente formale (poche domande banali, superabile senza aver seguito nulla) o se richiede davvero attenzione ai contenuti: non è un obbligo di legge che sia difficile, ma è un indicatore della serietà del corso;
  • Cerca recensioni o pareri di colleghi che l’hanno già seguito, soprattutto per corsi a pagamento: la qualità percepita varia molto più di quanto il numero di crediti lasci intuire.

Ricorda che l’obiettivo dichiarato degli ECM è mantenerti aggiornata/o, non semplicemente accumulare un numero. Un corso scelto bene ti è utile due volte: per il triennio, e per il lavoro vero con i pazienti.

Come faccio a sapere quanti ECM ho?

Puoi monitorare lo stato attuale dei tuoi crediti ECM sul portale CoGeAPS, accessibile con SPID oppure con CIE (Carta d’Identità Elettronica).

Una volta dentro, la schermata principale mostra tre numeri chiave: il fabbisogno formativo (quanti crediti ti servono nel triennio in corso, già calcolato con le tue riduzioni personali), i crediti conseguiti (quelli già registrati dai provider che hai frequentato), e l’eventuale debito formativo residuo di trienni precedenti non chiusi. Da lì puoi anche consultare lo storico dei singoli corsi seguiti, con data, provider e numero di crediti di ciascuno - utile se devi dimostrare la tua posizione formativa a un datore di lavoro o in caso di controllo.

Un consiglio pratico: non fidarti a memoria di “quanti corsi ho fatto quest’anno”. I crediti caricati dai provider possono avere ritardi di settimane o mesi rispetto alla data del corso, quindi controlla CoGeAPS periodicamente invece che una volta sola a ridosso della scadenza - se manca qualcosa, hai il tempo per segnalarlo al provider e farlo correggere prima che sia troppo tardi.

Errore accesso CoGeAPS - “A questo codice fiscale non è collegato un operatore sanitario”

Se il sito di CoGeAPS non funziona (per esempio restituisce il messaggio “A questo codice fiscale non è collegato un operatore sanitario”) devi anzitutto controllare di:

  • Aver inserito tutti i dati correttamente;
  • Essere correttamente iscritto all’Albo.

Teoricamente eseguiti questi passaggi non dovrebbero esserci problemi, ma se ce ne sono il consiglio è quello di contattare l’assistenza di CoGeAPS.

Che succede se non ottengo gli ECM entro la fine del Triennio?

Su questo punto c’è sempre confusione, e non tutti sanno quali sono le conseguenze reali di non essere in regola con gli ECM. Prima di scrivere questa sezione, abbiamo fatto qualcosa che raramente si legge in questo tipo di guide: abbiamo cercato casi reali e documentati pubblicamente di fisioterapisti (o altri professionisti sanitari) sanzionati per ECM non completati.

Non ne abbiamo trovati.

Questo però non significa che il rischio sia teorico o inventato: significa solo che i procedimenti disciplinari degli Ordini raramente vengono resi pubblici con nome e cognome, quindi non sono tracciabili dall’esterno. L’assenza di casi noti non equivale ad assenza di conseguenze reali, semplicemente non possiamo mostrarti “l’esempio di quello che è successo a Mario Rossi” perché quel tipo di informazione, giustamente, non è pubblica.

Quello che possiamo dirti con certezza sono due cose: cosa prevede la legge, e un dato concreto sul livello reale di non conformità nella sanità italiana.

Cosa prevede la legge

La legge prevede delle sanzioni disciplinari per chi non ottiene tutti gli ECM: si va dall’avvertimento alla censura (un rimprovero formale scritto), fino a situazioni più gravi come la sospensione o, nei casi persistenti, la radiazione dall’Albo.

Onestamente credo che la situazione più estrema si verifichi solo in alcuni casi dove c’è anche altro di grave, e nella maggior parte dei casi si giunge all’avvertimento o alla censura, che comunque non sono piacevoli.

C’è poi un altro punto, diventato più stringente negli ultimi anni: il Decreto Ministeriale 232/2023, attuativo dell’articolo 10 comma 6 della Legge Gelli-Bianco (Legge 24/2017) sulla responsabilità sanitaria, condiziona l’efficacia dell’assicurazione RC professionale all’aver raggiunto almeno il 70% dei crediti ECM del triennio precedente.

E ricordiamolo: se non hai un’assicurazione professionale efficace, di fatto non puoi esercitare in sicurezza, perché è obbligatoria.

Quindi occhio: se non hai raggiunto almeno il 70% dei crediti e un paziente si fa male da te, alla denuncia di un sinistro l’assicurazione potrebbe non risarcirti, anche se hai regolarmente sottoscritto e pagato la polizza. Anche su questo punto specifico, non risultano casi resi pubblici di una polizza effettivamente rifiutata per questo motivo - ma la norma è reale, in vigore, e non ha eccezioni scritte per “tanto non controllano mai”.

Il dato reale: quante persone sono davvero indietro

Se non ci sono casi individuali documentati, esiste però un dato aggregato utile a capire quanto il problema sia diffuso, non teorico. A ridosso della scadenza del triennio 2023-2025, il presidente FNOPI (la federazione degli infermieri) Luigi Pais Dei Mori ha dichiarato che circa il 30% degli infermieri italiani non era in regola con i propri crediti ECM.

Non abbiamo trovato un dato equivalente specifico per i fisioterapisti, ma non c’è motivo di pensare che la situazione sia radicalmente diversa: gli ECM restano un obbligo che si tende a rimandare finché non si avvicina la scadenza, in qualsiasi professione sanitaria. Se un professionista su tre di una categoria affine finisce fuori regola, è ragionevole trattare il rischio come concreto, non come una clausola scritta tanto per scrivere qualcosa nella legge.

Cosa fare adesso: checklist operativa

Per chiudere con qualcosa di pratico invece che solo teorico, ecco cosa ti consigliamo di fare oggi stesso, non a ridosso della scadenza del 2028:

  • Controlla subito il tuo stato su CoGeAPS con SPID o CIE, e verifica il tuo fabbisogno esatto per il 2026-2028 (incluse riduzioni ed eventuali debiti pregressi);
  • Valuta se aprire un Dossier Formativo (individuale o di gruppo) già da quest’anno, non aspettare il 2027-2028: prima lo apri, più tempo hai per documentarlo con calma;
  • Se hai avuto maternità, malattia grave o periodi di aspettativa nel triennio, verifica di aver caricato la documentazione per l’esonero o la riduzione proporzionale, non dare per scontato che venga applicato in automatico;
  • Se sei indietro con un triennio passato, controlla se esistono finestre di recupero attive prima di considerare i crediti definitivamente persi;
  • Segna in agenda una verifica ogni 6 mesi, non solo a fine triennio: è il modo più semplice per evitare di ritrovarti a dover fare 100 crediti in tre mesi;
  • Verifica l’accreditamento del provider prima di iscriverti a qualsiasi corso, soprattutto se a pagamento, invece di fidarti solo del numero di crediti promesso;
  • Se sei sia dipendente che libera professionista, ricordati che il fabbisogno è unico: non serve (e non ha senso) tracciare due conteggi separati;
  • Se ti stai avvicinando o sei sotto la soglia del 70% dei crediti dell’ultimo triennio chiuso, tratta la situazione come prioritaria rispetto a qualsiasi altro corso “quando ho tempo”: è la soglia che incide sull’efficacia della tua assicurazione professionale, non solo su un rimprovero formale dell’Ordine.

Conclusione

Concludiamo con un enorme cliché: la fisioterapia è una professione che necessita di aggiornamento continuo, e sarebbe meglio non avvertire come un obbligo quello di formarsi, ma piuttosto come qualcosa che dovrebbe essere spontaneo.

Tra il dire e il fare però c’è di mezzo il mare. Ci sono sempre una marea di problemi da risolvere anche oltre al lavoro.

E sul lavoro, la maggior parte delle volte hai bisogno di informarti senza seguire corsi perché hai un problema immediato.

Ma capita a tutti di avere periodi meno intensi, e io di solito ne approfitto in queste occasioni (anche se sono sempre meno rare).

Per concludere, la formazione è senza dubbio importantissima e gli ECM vanno conseguiti, anche per tutelare i pazienti che è meglio che non vadano in mano a totali sconsiderati.

Grazie per aver letto fino a qui!

Se può interessarti, leggi anche: “Veloce Guida su come Aprire uno Studio di Fisioterapia nel 2022”