Se sono un Fisioterapista Libero Professionista, come faccio a capire quale sarà il mio guadagno netto? Scopriamolo insieme.
Introduzione
Se non hai tempo di leggere tutto l’articolo, abbiamo realizzato un calcolatore gratuito dove metti il fatturato dell’anno e ottieni una stima di tasse, contributi e guadagno netto nel regime forfettario. Puoi trovarlo cliccando qui (e se non ti serve subito, unisciti al nostro canale Telegram così lo trovi nei messaggi in evidenza).
In questo articolo spieghiamo come si calcolano le tasse nel forfettario e il meccanismo che c’è dietro al calcolatore, quindi torna a leggerlo appena puoi per scoprirlo!
Lo sappiamo tutti: quando si è dipendenti in busta paga arriva già il netto e sappiamo esattamente quanto guadagniamo.
Per i liberi professionisti invece non è possibile sapere in anticipo quale sarà il netto, perché dipende appunto dai guadagni effettivi.
Ma se sono un fisioterapista libero professionista, come faccio a sapere quale sarà il mio netto?
Magari me lo chiedo perché sto pensando di diventare libero professionista e voglio avere una cifra di massima su cui regolarmi.
O magari sono già un Fisioterapista con la Partita IVA e voglio conoscere quante tasse e quanti contributi devo pagare, così da capire quello che posso spendere.
In fondo è una situazione abbastanza frequente: secondo i dati Almalaurea, in media il 43% di noi a 5 anni dalla laurea lavora come autonomo.
Oggi lo scopriamo in due modi:
- Abbiamo realizzato un calcolatore interattivo per stimare subito quante tasse e contributi si pagano nel Regime Forfettario per i Fisioterapisti e di conseguenza quale sarà il netto (puoi trovarlo cliccando qui);
- Abbiamo scritto questo articolo per spiegare in modo semplice e passo dopo passo come funziona il calcolo delle cose da pagare quando si è nel regime forfettario.
Quindi, direi di partire!
Nota bene: sia l’articolo che il calcolatore sono riferiti al solo Regime Forfettario.
Che si paga esattamente?
In un precedente articolo spiegavamo la differenza tra tasse e contributi:
- Le Tasse si versano allo Stato che con quei soldi può finanziare le scuole, l’ordine pubblico, i trasporti, e tutta la spesa pubblica;
- I Contributi si versano all’INPS così che un giorno avremo la pensione. In realtà non servono solo a finanziare le pensioni, ma anche a finanziare le indennità di disoccupazione, di maternità, di malattia o di morte: insomma tutti i servizi di previdenza sociale.
Ora vediamo come funzionano le tasse e i contributi per un Fisioterapista in Regime Forfettario.
Partiamo dalle Tasse.
Le Tasse nel Regime Forfettario
Le tasse si pagano su quello che guadagni.
Quello che guadagni si chiama “fatturato”, perché è la somma delle fatture che hai emesso in un anno.
Il fatturato è lordo, perché ancora ci dobbiamo pagare le tasse.
Detto ciò, facciamo un’altra precisazione: non paghi le tasse su tutto quello che hai guadagnato.
In che senso?
Facciamo un esempio: diciamo che in un anno hai guadagnato €30.000.
Quindi €30.000 è il nostro fatturato, le tasse non le paghiamo su tutto il fatturato, ma solo su una porzione.
Quanto è grande questa porzione esattamente? Per noi Fisioterapisti, è esattamente il 78% del totale.
Da dove viene fuori il 78%? In sostanza ogni codice Ateco (cioè i numeri che vengono assegnati ad ogni tipologia di attività) presenta un proprio “coefficiente di redditività”.
Questo rappresenta più o meno il guadagno medio effettivo di quella categoria di attività al netto dei costi, ma non è preciso appunto perché è “a forfait” (da qui “regime forfettario”).
Per l’attività dei fisioterapisti il legislatore ha determinato che per ogni €100 guadagnati, in media €22 vengono spesi per costi vari e i rimanenti €78 sono l’effettivo guadagno (da qui il coefficiente di redditività del 78%).
Nota sul codice ATECO. Dal 1° aprile 2025, con la classificazione ATECO 2025, i fisioterapisti hanno un codice dedicato: 86.95.00, “Attività professionale del fisioterapista”. Prima si usava il più generico 86.90.21 (“Altre attività paramediche indipendenti”). La riclassificazione è in gran parte automatica, ma conviene controllare nel proprio cassetto fiscale che il codice sia stato aggiornato. Ai fini del forfettario non cambia nulla: il coefficiente di redditività resta il 78%.
Tornando all’esempio di prima, il 78% di €30.000 è €23.400.
Per cui, non paghiamo le tasse su €30.000 ma su €23.400.
Questi €23.400 prendono il nome di “Imponibile”.
E su questi €23.400 o “imponibile”, quante tasse si pagano?
L’aliquota dipende da una sola variabile: da quanti anni sei nel forfettario?
- Se hai aperto la tua attività da poco, e sei nel regime forfettario da meno di cinque anni (e rispetti gli altri requisiti per la nuova attività), l’aliquota è del 5%;
- Se sei forfettario da più di cinque anni, l’aliquota è del 15%.
Attenzione però: l’aliquota non si applica all’intero imponibile. Prima vanno tolti i contributi previdenziali che hai versato nell’anno, perché sono deducibili. Quindi la base vera su cui si calcola la tassa è più bassa di €23.400.
Per capire di quanto, ci serve prima sapere a quanto ammontano i contributi: li vediamo adesso e poi torniamo subito sulle tasse.
Ma per calcolare il guadagno netto è ancora presto: dobbiamo prima pagare i contributi.
I contributi
Come dicevamo prima, i contributi si versano all’INPS così che:
- Se il padre di famiglia diventa invalido e non può più lavorare, i suoi figli non moriranno di fame;
- Se l’impiegata dell’ufficio aspetta un bimbo e deve andare in maternità potrà farlo perché le viene pagata;
- Se un azienda fallisce e licenzia tutto il personale, chi viene licenziato può richiedere la disoccupazione e nel frattempo cercare un altro lavoro;
- Se qualcuno raggiunge l’età della pensione potrà andarci.
I contributi purtroppo sono decisamente meno economici delle tasse.
In particolare, nel 2026 i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata dell’INPS devono pagare il 26,07% di contributi sull’imponibile (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026).
Quindi, sul nostro esempio di prima:
- Fatturato: €30.000;
- Imponibile: €23.400;
- Contributi (26,07%): circa €6.100.
La Gestione Separata dell’INPS sarebbe il calderone dove vanno a finire i contributi di tutti quei professionisti che non hanno una cassa previdenziale di categoria - ciò significa l’equivalente dell’INPS ma per la categoria dei medici, degli architetti, dei commercianti, e così via. Noi fisioterapisti non abbiamo una cassa di categoria e quindi versiamo all’INPS in questa gestione separata.
Torniamo alle tasse: la base è l’imponibile meno i contributi
Adesso che sappiamo che i contributi sull’esempio sono circa €6.100, possiamo calcolare la tassa nel modo corretto.
I contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno si deducono dall’imponibile prima di applicare l’aliquota (è la regola dell’art. 1, comma 64, della Legge 190/2014; in dichiarazione si compila il rigo LM35). Quindi:
- Imponibile lordo: €23.400;
- Meno i contributi versati: −€6.100;
- Base imponibile per la tassa: €17.300.
Su questi €17.300:
- con l’aliquota al 5%: €865 di imposta sostitutiva;
- con l’aliquota al 15%: €2.595 di imposta sostitutiva.
Il primo anno funziona diversamente. I contributi si deducono solo se li hai già versati nell’anno (principio di cassa). Appena aperta la Partita IVA non hai ancora versato nulla, quindi il primo anno la tassa si calcola sull’intero imponibile: €23.400 × 5% = €1.170 (oppure × 15% = €3.510). L’anno dopo verserai quei contributi e potrai dedurli, abbassando la tassa.
Ricapitoliamo: qual è il netto?
Mettiamo in fila i numeri dell’esempio, a regime (cioè dal secondo anno in poi, con i contributi già a deduzione):
| Voce | Aliquota 5% | Aliquota 15% |
|---|---|---|
| Fatturato incassato | €30.000 | €30.000 |
| Imponibile lordo (78%) | €23.400 | €23.400 |
| Contributi INPS (26,07%) | −€6.100 | −€6.100 |
| Base per la tassa | €17.300 | €17.300 |
| Imposta sostitutiva | −€865 | −€2.595 |
| Netto in cassa (fatturato − contributi − imposta) | €23.035 | €21.305 |
Quel “netto in cassa” è quanto ti resta sul conto prima dei tuoi costi reali (affitto dello studio, attrezzatura, corsi, commercialista, e così via). Nel forfettario quei costi non si scaricano: il 22% scontato dal coefficiente è un forfait che li rappresenta in modo teorico. Se vuoi una stima più prudente, che ipotizza tu spenda davvero quel 22%, sottrai contributi e imposta dall’imponibile invece che dal fatturato: verrebbe circa €16.435 (aliquota 5%) o €14.705 (aliquota 15%).
Il primo anno, senza contributi ancora versati, la tassa è più alta (€1.170 o €3.510) e il netto in cassa scende di conseguenza a circa €22.730 o €20.390, ma quei contributi li dedurrai l’anno successivo.
Fai il calcolo con i tuoi numeri
Metti il tuo fatturato nel calcolatore gratuito per tasse, contributi e netto nel regime forfettario e vedi subito le cifre per il tuo caso.
Conclusione
Spero che questo articolo e il nostro calcolatore gratuito per stimare le tasse e i contributi da pagare siano stati utili!
Se ti va di continuare a seguirci, unisciti a noi al nostro canale Telegram per non perderti gli aggiornamenti più importanti.
Grazie per aver letto, a presto! :)









