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Strumento gratuito · regime forfettario · 2026
Quante tasse paga un fisioterapista in regime forfettario
Sposta il tuo fatturato da partita IVA e vedi subito quanto se ne va in contributi INPS e imposta sostitutiva, e qual è il guadagno netto che ti resta in cassa. Aliquote 2026, coefficiente 78%, Gestione Separata.
La somma delle fatture incassate nell’anno solare (principio di cassa). Il forfettario vale fino a85.000 €; oltre 100.000 € decade subito.
Netto in cassa stimato
€—
€— al mese, su 12 mensilità
- Contributi INPS €—
- Imposta sostitutiva €—
- Netto in cassa€—
⚠️ Oltre 85.000 € si esce dal regime forfettario: questa stima non è più valida.
Tutti i passaggi del calcolo
| Fatturato incassato | €— |
| Imponibile lordo (× 78%) | €— |
| Contributi INPS | − €— |
| Base per l’imposta | €— |
| Imposta sostitutiva | − €— |
| Netto in cassa | €— |
| Stima prudente (ipotizzando di spendere il 22% forfait) | €— |
Il netto in cassa è quanto ti resta sul conto prima dei tuoi costi reali (affitto, attrezzatura, corsi, commercialista): nel forfettario non si scaricano.
Calcolo tasse regime forfettario per fisioterapisti: come funziona
- 1Imponibile lordo = fatturato × 78%. Il coefficiente di redditività del codice ATECO dei fisioterapisti (86.95.00 dal 1° aprile 2025, prima 86.90.21) è 78%.
- 2Contributi INPS = imponibile lordo × 26,07%. Gestione Separata (24% se anche dipendente o pensionato). Nessun minimo fisso.
- 3Base imposta = imponibile lordo − contributi versati. I contributi obbligatori versati nell’anno sono deducibili (art. 1, comma 64, Legge 190/2014, rigo LM35). Il primo anno questo passaggio salta.
- 4Imposta sostitutiva = base imposta × 5% o 15%. 5% i primi 5 anni, poi 15%.
- 5Netto in cassa = fatturato − contributi − imposta. Da qui togli i tuoi costi reali.
Le cifre 2026 in breve
| Coefficiente di redditività (ATECO 86.95.00, ex 86.90.21) | 78% |
| Soglia ricavi per restare nel forfettario | 85.000 €/anno |
| Soglia oltre la quale il forfettario cessa subito | 100.000 €/anno |
| Imposta sostitutiva | 5% primi 5 anni, poi 15% |
| Gestione Separata INPS — aliquota piena | 26,07% |
| Gestione Separata INPS — aliquota ridotta | 24% |
| Limite reddito da lavoro dipendente / pensione | 35.000 €/anno |
| Limite spese per dipendenti e collaboratori | 20.000 €/anno |
Fonti: circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 (Gestione Separata); Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89.
Le due soglie: 85.000 € e 100.000 €
Il regime forfettario ha due limiti di ricavi, con conseguenze diverse. Contano i ricaviincassati nell’anno solare (principio di cassa).
- Fino a 85.000 € — resti nel forfettario.
- Tra 85.000 € e 100.000 € — chiudi l’anno in corso ancora nel forfettario, ma dall’anno successivo passi al regime ordinario (IRPEF a scaglioni, IVA, contabilità, deduzione dei costi reali).
- Oltre 100.000 € in corso d’anno — il forfettario cessa immediatamente: dal momento del superamento devi applicare l’IVA in fattura e per l’intero anno si applica la tassazione ordinaria.
Attenzione anche agli altri requisiti: se il reddito da lavoro dipendente o pensione supera 35.000 € l’anno, o se spendi più di 20.000 € l’anno per dipendenti e collaboratori, sei escluso dal forfettario a prescindere dal fatturato.
E la fatturazione?
Nel forfettario la fattura non espone l’IVA e non subisce ritenuta d’acconto, ma serve la marca da bollo da 2 € sopra 77,47 € e le diciture di esenzione corrette. Trovi tutto, con un fac simile, nella guida alla fatturazione per fisioterapisti e nel generatore di fatture interattivo.
Domande Frequenti
Quante tasse paga un fisioterapista con partita IVA in regime forfettario?
Un’unica imposta sostitutiva, che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP: il 5% per i primi 5 anni di attività (se ricorrono i requisiti della nuova attività), poi il 15%. Si calcola sull’imponibile — il 78% del fatturato incassato — già al netto dei contributi INPS versati nell’anno. Su 30.000 € di fatturato, a regime, sono circa 865 € con l’aliquota al 5% o 2.595 € con quella al 15%, a cui si aggiungono circa 6.100 € di contributi.
Come si calcola il guadagno netto di un fisioterapista in regime forfettario?
Si parte dall’imponibile lordo (78% del fatturato incassato), si sottraggono i contributi INPS Gestione Separata (26,07% nel 2026), sull’importo che resta si applica l’imposta sostitutiva del 5% o del 15%, infine si sottraggono contributi e imposta dal fatturato incassato per ottenere il netto in cassa (al lordo dei costi reali dell’attività, che nel forfettario non si scaricano).
Cos’è il regime forfettario e quali vantaggi ha per un fisioterapista?
È il regime fiscale agevolato per le persone fisiche con partita IVA individuale e ricavi fino a 85.000 € l’anno. Vantaggi: imposta sostitutiva al 5% o 15% al posto dell’IRPEF progressiva; niente IVA in fattura né liquidazioni periodiche; niente IRAP; niente ritenuta d’acconto sulle fatture (va indicata la dicitura di esenzione); nessun obbligo di tenuta dei registri contabili; reddito calcolato col coefficiente, senza dover documentare i costi. Svantaggi: non si deducono i costi reali né si recupera l’IVA sugli acquisti, c’è il tetto di ricavi e si è esclusi da alcune agevolazioni (es. detrazioni per ristrutturazioni sul reddito).
Quali sono i requisiti per accedere al regime forfettario?
Ricavi o compensi dell’anno precedente non oltre 85.000 €; reddito da lavoro dipendente o pensione non oltre 35.000 € l’anno (chi lo supera è escluso); spese per lavoro dipendente e collaboratori non oltre 20.000 € lordi l’anno; essere persona fisica con partita IVA individuale (niente società di persone, associazioni professionali o imprese familiari). Se i requisiti ci sono, l’adesione è automatica: non serve una domanda.
Cosa succede se supero 85.000 € o 100.000 € di fatturato?
Sono due soglie diverse. Se in un anno superi 85.000 € ma resti sotto 100.000 €, resti nel forfettario per quell’anno ed esci dall’anno successivo, passando al regime ordinario. Se invece superi 100.000 € in corso d’anno, il forfettario cessa immediatamente: dal momento del superamento devi applicare l’IVA e per tutto l’anno si applica la tassazione ordinaria.
Qual è il coefficiente di redditività per i fisioterapisti? È cambiato il codice ATECO?
Il coefficiente è il 78%: su ogni 100 € fatturati se ne considerano imponibili 78, gli altri 22 sono un forfait teorico per i costi. Dal 1° aprile 2025 il codice ATECO dedicato è 86.95.00 “Attività professionale del fisioterapista”, che sostituisce il generico 86.90.21 “Altre attività paramediche indipendenti”. La riclassificazione è in gran parte automatica, ma conviene verificarla nel cassetto fiscale. Il regime forfettario e il coefficiente del 78% non cambiano.
Quali requisiti servono per l’aliquota ridotta al 5%?
L’imposta sostitutiva scende al 5% per i primi 5 anni di attività se: non hai esercitato un’attività simile (di lavoro autonomo o dipendente) nei 3 anni precedenti; l’attività non è la mera prosecuzione di un lavoro dipendente svolto prima (salvo il caso del praticantato obbligatorio); rispetti i requisiti generali di accesso al forfettario. Dal sesto anno l’aliquota passa automaticamente al 15%, anche se resti nei primi 5 anni la si perde se vengono meno i requisiti.
Cos’è il principio di cassa e come incide sul calcolo?
Nel forfettario conta la data di incasso, non quella di emissione della fattura. Il fatturato da dichiarare è la somma di quello che hai effettivamente incassato nell’anno solare: una fattura emessa a dicembre e pagata a gennaio si conteggia nell’anno dopo; un acconto ricevuto a dicembre per una prestazione di gennaio si conteggia nell’anno in cui lo incassi. La fattura elettronica va comunque emessa entro 12 giorni, ma fiscalmente pesa l’incasso.
Quanti contributi INPS versa un fisioterapista libero professionista?
I fisioterapisti non hanno una cassa di previdenza di categoria e non rientrano nelle gestioni artigiani o commercianti: versano alla Gestione Separata dell’INPS. Nel 2026 l’aliquota è del 26,07% sull’imponibile (circolare INPS n. 8/2026), che scende al 24% per chi è anche lavoratore dipendente iscritto ad altra gestione obbligatoria o titolare di pensione. La Gestione Separata non ha un contributo minimo fisso: si versa sempre in percentuale sul reddito effettivo.
L’imposta sostitutiva si calcola prima o dopo aver tolto i contributi?
Dopo. I contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno sono deducibili (art. 1, comma 64, Legge 190/2014; rigo LM35 della dichiarazione): l’imposta sostitutiva del 5% o 15% si applica all’imponibile già al netto dei contributi, non all’intero 78% del fatturato.
Perché il primo anno di attività si pagano più tasse?
Perché i contributi si deducono solo se già versati nell’anno (principio di cassa). Appena aperta la partita IVA non hai ancora versato nulla, quindi il primo anno l’imposta si calcola sull’intero imponibile lordo. L’anno successivo verserai quei contributi e potrai dedurli, abbassando l’imposta.
Un fisioterapista dipendente può avere la partita IVA in regime forfettario?
Sì, se il reddito da lavoro dipendente o pensione non supera 35.000 € l’anno e i ricavi da partita IVA restano entro 85.000 €. Se sei dipendente e iscritto a un’altra gestione previdenziale obbligatoria, l’aliquota della Gestione Separata scende al 24%. Per il pubblico impiego resta però il tema del vincolo di esclusività: ne parliamo nella guida dedicata.
Questo calcolo vale anche per la Partita IVA ordinaria?
No. Lo strumento riguarda solo il regime forfettario (ricavi fino a 85.000 € l’anno). In regime ordinario si applicano IRPEF a scaglioni, addizionali regionale e comunale e la deduzione dei costi effettivi: il meccanismo è diverso.
Strumento didattico gratuito fornito “così com’è”. Le stime sono approssimate e a regime (dal secondo anno): non tengono conto di acconti, saldi, riduzioni contributive specifiche, concordato preventivo biennale né della tua situazione personale. Le regole e le aliquote cambiano nel tempo e questo strumento potrebbe non riflettere l’ultima normativa. Nessun dato inserito viene salvato o trasmesso. Fisioterapisti.org non si assume alcuna responsabilità per errori, omissioni o conseguenze derivanti dall’uso: verifica sempre con il tuo commercialista.




