Oggi ci chiediamo: se siamo in libera professione e un paziente viene a fare fisioterapia da noi, può detrarre la spesa anche senza prescrizione di un medico?
Introduzione
Questa è una guida per i fisioterapisti che si affacciano alla libera professione, ma serve anche ai pazienti per capire come funziona.
Risposta breve: no, non serve la prescrizione per detrarre la spesa del fisioterapista (né serve per andare dal fisioterapista in generale). Servono però una fattura fatta bene e un pagamento tracciato, e la detrazione ha una franchigia. Vediamo tutto in ordine.
Perché non serve la prescrizione
Il fisioterapista è una professione sanitaria: rientra tra le professioni sanitarie della riabilitazione individuate dal D.M. 29 marzo 2001 ed è oggi ordinato in un albo (FNOFI) dopo la legge 3/2018. Gode inoltre di piena autonomia professionale: è il fisioterapista stesso che valuta e imposta il trattamento.
Proprio per questo l’Agenzia delle Entrate, con la circolare 19/E del 1° giugno 2012 (poi ribadita nella guida alle spese sanitarie che aggiorna ogni anno), ha chiarito che le prestazioni rese dal fisioterapista sono detraibili senza prescrizione medica. Non serve che un medico “autorizzi” la fisioterapia ai fini fiscali.
Cosa serve davvero (1): la fattura giusta
La condizione più importante, quella che fa saltare la detrazione quando manca, riguarda cosa c’è scritto in fattura. Dal documento devono risultare:
- la figura professionale di chi ha reso la prestazione (la parola “fisioterapista”, oppure “dottore in fisioterapia”);
- la descrizione della prestazione sanitaria (es. “rieducazione motoria”, “terapia manuale”, “trattamento riabilitativo”).
Se la fattura riporta solo diciture generiche come “trattamento” o “massaggio” senza qualifica, la natura sanitaria della spesa non è dimostrabile e la detrazione è contestabile in sede di controllo. Per il fisioterapista in libera professione, quindi, compilare bene la fattura è un favore concreto al paziente (vedi la guida alle fatture per fisioterapisti).
Cosa serve davvero (2): il pagamento tracciato
Serve poi il pagamento con strumento tracciabile. Dal 2020 il contante non è più ammesso per detrarre le spese sanitarie, tranne due eccezioni che non riguardano la fisioterapia privata: farmaci e dispositivi medici, e prestazioni erogate da strutture pubbliche o private accreditate al SSN.
Vanno bene carta, bancomat, bonifico, assegno e app come Satispay e PayPal. Fattura e ricevuta di pagamento vanno conservate.
Quanto si detrae: il 19% e la franchigia di 129,11 €
La fisioterapia è una spesa sanitaria: si detrae il 19% dell’importo, ma solo sulla parte che supera la franchigia di 129,11 € nell’anno (franchigia unica, che si somma a tutte le altre spese sanitarie della famiglia).
Esempio: 500 € di sedute in un anno → detrazione = 19% di (500 − 129,11) = circa 70 € di IRPEF in meno.
Quando la fisioterapia NON è detraibile
- Prestazioni non sanitarie: massaggi di benessere, ginnastica generica, trattamenti estetici, anche se svolti in uno studio di fisioterapia.
- Fattura senza figura professionale o senza descrizione della prestazione.
- Pagamento in contanti.
- Prestazioni rese da figure diverse (osteopata, massofisioterapista senza titolo abilitante riconosciuto): regole a parte, in diversi casi con prescrizione o requisiti specifici.
Sistema Tessera Sanitaria e dichiarazione precompilata
Attenzione a non confondere due cose:
- il diritto del paziente a detrarre dipende da fattura corretta + pagamento tracciato (quanto visto sopra);
- il fatto che la spesa compaia già nella dichiarazione precompilata dipende invece dall’invio dei dati a Sistema Tessera Sanitaria, che è un obbligo del professionista (in vigore dal 2019).
Se il fisioterapista fa l’invio, il paziente si ritrova la spesa già inserita nel 730 precompilato. Se non lo fa, il paziente non perde la detrazione: può inserire la spesa caricando manualmente la fattura (da sé o tramite commercialista/CAF), sempre avendo pagato in modo tracciato e conservando la copia del documento. Per il professionista, però, l’invio omesso o tardivo comporta sanzioni. Il funzionamento, le scadenze e le sanzioni sono nella guida al Sistema Tessera Sanitaria per fisioterapisti.
Su Fisioterapisti.org proviamo a spiegare in modo chiaro le cose che all’Università non ci hanno insegnato. Facciamo lo stesso con gli aggiornamenti sul canale Telegram ufficiale.
In sintesi
Per detrarre la spesa del fisioterapista non serve la prescrizione. Servono:
- una fattura con figura professionale (“fisioterapista”) e descrizione della prestazione;
- il pagamento tracciato (niente contanti);
- la conservazione di fattura e ricevuta.
La detrazione è il 19% sulla parte oltre i 129,11 € di franchigia annua. L’invio a Sistema TS riguarda il professionista e la precompilata, non il diritto alla detrazione.
Risorse utili:
- Guida al Sistema TS per fisioterapisti: come funziona, scadenze, sanzioni;
- FAQ ufficiali di Sistema TS.
Grazie per aver letto, a presto!








